Gli inni che chiunque riconosce
Gli ottoni di « The Best », la partenza in sordina di « Proud Mary » e il passo di « What's Love Got to Do with It » si annunciano dalle prime battute: punti facili, chiunque li abbia incisi per primo.
« The Best » si prende agli ottoni. Dire chi l'ha scritta è un'altra faccenda.
Un Grammy vinto con un pezzo altrui, un inno passato prima da Bonnie Tyler, un paese del Tennessee diventato titolo.
Gli inni cadono in due secondi scarsi. Le firme decidono il punteggio.
Gli ottoni di « The Best », la partenza in sordina di « Proud Mary » e il passo di « What's Love Got to Do with It » si annunciano dalle prime battute: punti facili, chiunque li abbia incisi per primo.
« Proud Mary » nasce con i Creedence Clearwater Revival, « The Best » era un singolo di Bonnie Tyler e « Let's Stay Together » appartiene ad Al Green. Puoi sapere a memoria la versione incisa da Tina Turner e sbagliare comunque l'origine.
« What's Love Got to Do with It » porta i nomi di Terry Britten e Graham Lyle, « Private Dancer » quello di Mark Knopfler dei Dire Straits, « GoldenEye » quelli di Bono e The Edge. Sapere chi le consegnò il materiale separa un buon punteggio da uno pieno.
Dall'altra parte stanno i rari pezzi suoi, guidati da « Nutbush City Limits », intitolato al paese del Tennessee in cui era cresciuta. Aggiungi il cinema, « We Don't Need Another Hero » da Mad Max oltre la sfera del tuono, e la sua lettura tiratissima di « Help! » dei Beatles.
In buona parte sì. « Proud Mary » viene dai Creedence Clearwater Revival, « The Best » da Bonnie Tyler, « Let's Stay Together » da Al Green: quella voce roca le ha rese più note degli originali, ed è esattamente ciò che le domande sfruttano.
« What's Love Got to Do with It », « The Best », « Proud Mary » e « Private Dancer » si nominano in fretta. « We Don't Need Another Hero », legata a Mad Max, arriva a chi segue il cinema.
Gli inni si prendono subito, ma quasi nessuno è farina del suo sacco: la vera prova sta nell'attribuzione, cioè quali pezzi sono cover, chi li ha scritti e quale rarissima eccezione, come « Nutbush City Limits », porti la sua firma.
Anna Mae Bullock, nata a Brownsville nel Tennessee nel 1939 e cresciuta nella vicina Nutbush. Ha usato il nome d'arte dagli anni con Ike fino alla scomparsa, avvenuta in Svizzera nel 2023.
Pochissimo, e proprio per questo pesa: « Nutbush City Limits » del 1973 è il titolo che le appartiene per intero, dedicato al villaggio del Tennessee della sua infanzia.
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Wikipedia · AllMusic · Pitchfork · Billboard · redazione Songtrivia.
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