Le canzoni di McCartney
Paul punta sulla melodia e su ganci larghi e caldi: « Hey Jude », « Yesterday », « Let It Be », « Penny Lane », « Blackbird » ed « Eleanor Rigby » portano la sua firma, e il fraseggio lo tradisce.
« Let It Be » si nomina subito. « Dear Prudence » spiazza quasi tutti.
Un tetto londinese nel 1969, un quartetto d'archi al posto della band, una canzone recuperata da un vecchio provino.
Il titolo vale poco. Conta capire chi ha scritto e chi canta.
Paul punta sulla melodia e su ganci larghi e caldi: « Hey Jude », « Yesterday », « Let It Be », « Penny Lane », « Blackbird » ed « Eleanor Rigby » portano la sua firma, e il fraseggio lo tradisce.
John scrive più tagliente e più surreale. « Come Together », « Strawberry Fields Forever », « A Hard Day's Night », « Lucy in the Sky with Diamonds » e « I Am the Walrus » hanno il suo mordente, e spesso è la voce a sciogliere il dubbio.
Due componenti passano facilmente inosservati: George Harrison scrive e canta « Something », « Here Comes the Sun » e « While My Guitar Gently Weeps », mentre Ringo Starr guida « Yellow Submarine » e « With a Little Help from My Friends ».
Le decisioni peggiori riguardano il materiale condiviso: « A Day in the Life » affida le strofe a John e la parte centrale a Paul, « We Can Work It Out » si divide allo stesso modo e « I've Got a Feeling » cuce insieme due mezze canzoni.
Dire il titolo è la parte semplice. La sfida sta nella firma: distinguere un pezzo di Lennon da uno di McCartney e capire chi canta quando l'accredito riporta soltanto Lennon-McCartney.
Tornano spesso « Hey Jude », « Let It Be », « Come Together », « Yesterday » e « Here Comes the Sun », accanto al materiale condiviso come « A Day in the Life », che separa i più preparati.
Paul tende al melodico e al solare, John al tagliente e al surreale, e di solito è la voce a decidere. I casi spinosi sono i brani condivisi, dove entrambi prendono la parola.
Per chiudere senza errori bisogna riconoscere le parti cantate da George Harrison e da Ringo Starr e le canzoni scritte in due, non soltanto i successi più ovvi.
John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, riuniti a Liverpool, in Inghilterra, nel 1960. Ringo sostituì Pete Best alla batteria nel 1962.
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